giovedì 10 aprile 2014

NORMA SULLA FECONDAZIONE ETEROLOGA DICHIARATA ILLEGITTIMA: CADE IL DIVIETO DELLA LEGGE 40

di Dora Marino
La legge 40 sulla procreazione assistita fa parlare di sè da anni; questa legge ha suscitato da sempre forti critiche fin dalla sua prima uscita e nel fissare delle regole necessarie, la legge ha imposto dei limiti eccessivi a chi vuole accedere alla procreazione assistita; inizialmente la legge stabiliva l'obbligo di creare al massimo tre embrioni, il divieto di congelarli, e l'obbligo di impiantarli tutti contemporaneamente nel grembo materno; ma anche divieto  di fecondazione eterologa -  con il seme o gli ovuli di un genitore “terzo”, e - di diagnosi preimpianto.
Per questo motivo dalla sua entrata in vigore, tantissime coppie italiane decisero di andare all'estero, dove le legislazioni sono meno restrittive; una sorta di turismo medico e della speranza che fuggiva da questa legislazione europea così severa  per rivolgersi soprattutto verso Spagna, Francia e Svizzera; un lusso per pochi che potevano permetterselo, e una forma di discriminazione sociale.

Adesso la legge 40 è stata dichiarata illegitttima dalla Corte Costituzionale che dopo aver affrontato la questione della conservazione degli embrioni, della diagnosi preimpianto e del numero di embrioni da impiantare nell'utero materno, per la seconda volta è stata chiamata a giudicare la legittimità costituzionale della legge 40, sul divieto di fecondazione eterologa; finalmente dopo quasi dieci anni di lotta tale divieto è incostituzionale.

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